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 Pubblicato il:  22 Settembre 2010  Autore: Simone Alliva

RICORDATO IL REGISTA BOVALINESE ELIO RUFFO CON UN CONVEGNO E LA PROIEZIONE DI DUE SUOI FILM

Con la presentazione del documentario “SOS Africo” (1954) e del film “Tempo di amarsi” (1966), del regista bovalinese Elio Ruffo (1 gennaio 1921 - 16 giugno 1972), si è conclusa la prima parte delle manifestazioni dedicate al regista (la proiezione del film “Una rete piena di sabbia” (1966) sarà resa nota non appena sarà disponibile presso la Cineteca Regionale la copia masterizzata).
Nato a Bovalino, fu amico fraterno sia dello scrittore Mario La Cava sia dell’intellettuale e critico letterario Pasquino Crupi il quale gli consentì di scrivere su “Il giornale della Calabria”. Ebbe, con lo scrittore La Cava   con il quale ebbe fruttuosi rapporti  collaborativi che si esplicitarono nella  sceneggiatura dei suoi film. Le due serate sono state organizzate dall’Amministrazione Comunale di Bovalino e dall’U.N.L.A. di Bovalino con la collaborazione della Cineteca Regionale ed hanno visto la partecipazione di un pubblico numeroso ed attento proveniente da Bovalino e

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 Pubblicato il:  16 Settembre 2010

SARA' RICORDATO IL REGISTA ELIO RUFFO IL 18 E 19 SETTEMBRE

Elio Ruffo, giornalista e regista cinematografico, bovalinese, sarà ricordato con tre appuntamenti culturali organizzati dall'Amministrazione Comunale, Il Centro di Cultura per l'Educazione permanente dell'UNLA e la Cinetec della Calabria. Questa sera alle ore 18.00 presso il salone di Villa Afrodite, sarà proiettato su schermo gigante il documentario SOS Africo, 1949 (20'). Seguirà un approfondimento della tematica sulla condizione sociale e culturale della Calabria tanto cara al regista bovalinese, al quale parteciperanno il sindaco della città Tommaso Mittiga, il presidente nazionale dell'Unla On.le Nino Gemelli, il coordinatore editoriale della Rubbettino Editore dott. Luigi Franco, il presidente della Cineteca della Calabria Eugenio Attanasio e il direttore dell Cineteca della Calabria Dott. Giovanni Scarfò. Laureato in legge, Elio Ruffo, fece per breve tempo, dopo la guerra, il giornalista, lavorando per “L’Umanità”, “Paese Sera” e il Giornale di Calabria. Dedicatosi alla regia cinematografica, fu aiuto di Sequi, in “Monastero di S. Chiara”  e nel 1948 in “L'isola di Montecristo”. Aiuto regista di Blasetti, diresse documentari importanti “S.O.S. Africo”, “I martiri di Gerace”, “Il Monte di Pietà a Roma” e “Il bosco dei cavalli selvaggi”, girato in Sardegna, in onda, quest'ultimo in TV, anche in replica. Firmò “Tempo d'amarsi”e “Una rete piena di sabbia” ma gli scarsi introiti di quest'ultimo film, solo 5 milioni, lo esclusero dal giro dei “grandi”.
Avrebbe desiderato, iniziando un nuovo film sull'attentato di Zaniboni, incentrato sul summit di Montalto, ma non trovò i finanziatori. “La verità è che Elio Ruffo fu solo. Soprattutto perché la sua stessa Calabria non lo capì. In questa chiave la “colpa”, se colpa ci fu, fu dei calabresi. Il

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Alcune foto tratte dal film "Tempo di amarsi"