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 Pubblicato il:  03 Aprile 2014  Autore: Pietro Mosella

Presentato ad Incontro Caffè il libro "Elio Ruffo Tempo di Cinema"

SOVERATO – E' stato presentato ieri pomeriggio presso la libreria "Incontro Caffè" di Soverato il libro "Elio Ruffo Tempo di Cinema", curato da Eugenio Attanasio, Maria Rosaria Donato, Domenico Levato e Giovanni Scarfò. Uno spaccato della storia del cinema calabrese, ricostruito attraverso documenti, testimonianze, opere e foto di uno dei pionieri del cinema in Calabria nel dopoguerra. A moderare l'incontro è stato il regista soveratese Maurizio Paparazzo. Presenti gli autori del libro, nonchè fondatori della Cineteca della Calabria e del "Premio Mario Gallo", Eugenio Attanasio, Domenico Levato e Giovanni Scarfò. Essi, con l'ausilio anche di Maria Rosaria Donato, hanno al loro attivo il lavoro di recupero di dieci documentari che il regista Vittorio De Seta ha realizzato in Calabria, un film sui fatti di Melissa del 1949 e la ricostruzione della vita di Francesco Misiano che divenne produttore cinematografico nella Mosca degli anni '20.
Elio Ruffo, regista calabrese che operò tra gli anni '40 e '70 tra Roma e la Calabria e a cui si deve, tra l'altro, la regia di un film girato in parte a Soverato dal titolo "Una rete piena di sabbia", è stato raccontato dagli autori attraverso questo libro che deve fungere anche da memoria storica. Elio Ruffo ha avuto un percorso cinematografico coerente, dedicato in parte al neorealismo e in parte al cinema politico. Purtroppo, morì all'età di 51 anni e non potè esprimere fino in fondo le potenzialità artistiche connesse alla cinematografia d'impegno. Apparteneva al

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 Pubblicato il:  30 Marzo 2014  Autore: Giovanni Scarfo

S.O.S Africo, la sfida di Elio Ruffo

La miseria degli aspromontani viene filmata e portata nel mondo: paesi senza strade, fognature, assistenza sanitaria. Nessuna casa da potersi definire tale.

«Entrai per l’ingresso di via XX Settembre, con la “pizza” sottobraccio, un pomeriggio del mese di aprile del 1951. Venni introdotto dal Capo della Casa Civile del Presidente, attraversai enormi saloni e visitai il giardino sempre accompagnato dal mio ospite. Poi fu l’ora della proiezione. Nella sala Luigi Einaudi (nella foto in alto a destra) sedeva accanto a Donna Ida, entrambi attorniati dai rappresentanti della Casa, civile e militare, con le rispettive consorti. Fui colpito dall’aria sana, di buona famiglia senza pretese e senza ostentazioni che vi regnava. E di qui una distinzione più che signorile, una comunicativa che non poteva negare, agli illustri ospiti, l’adesione totale del visitatore e la sua franchezza nel parlare. Africo era un paese sperduto, sulle falde dell’Aspromonte. In quel luogo, l’unico autentico moto di interessamento per una condizione di vita primitiva e disumana, certamente non “cristiana”, era giunto dal Presidente della Repubblica. Senza strade, senza fognature, senza assistenza sanitaria, senza case minimamente possibili, Africo emanava un lezzo acuto, lungo i suoi vicoli oscuri. E la secolare miseria del meridione doveva passare, ora, davanti agli occhi del liberale Einaudi, su d’uno schermo assai più vasto del piccolo quadro bianco installato nella sala del Quirinale. Alla fine della proiezione, Donna Ida appariva commossa fino alle lacrime. Il Presidente mi chiese: “È proprio tutto così?”

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 Pubblicato il:  16 Marzo 2014  Autore: Chiara Fera

Omaggio al regista Elio Ruffo. Einaudi vide “S.o.s. Africo” nel ’51: “E’ proprio tutto cosi?”

Ciack, si legge! La Cineteca della Calabria “omaggia” con un prezioso volume (“Tempo di cinema/ Elio Ruffo”) il regista di “Tempo d’amarsi” (1954), “Una rete piena di sabbia”(1966) in cui vi è un’efficace rappresentazione della ‘ndrangheta, e documentari impegnati ed ispirati dalla Calabria di quel tempo (“esemplari sullo stato d’abbandono dei paesi dell’entroterra pre-aspromontano nel dopoguerra”):  “S.o.s Africo”(1949), “Gente del Sud”(1950). Un “ricco” volume, per raccontare la centralità della Calabria nella filmografia del regista che polemizzò, reiteratamente ed anche aspramente, sulla stampa nazionale, per poter dare spazio ed affermare nel cinema italiano il punto di vista di questa parte del Mezzogiorno. Curato da Eugenio Attanasio, Maria Rosaria Donato, Domenico Levato e Giovanni Scarfò, il  volume “Tempo di cinema/Elio Ruffo” (405 pagine, 30 euro) contiene le sceneggiature di “Borboni ‘70” e de “L’attentato Zaniboni”, scritti d’indubbio interesse filologico e filmologico.
Elio Ruffo nasce a Bovalino nel 1921, in provincia di Reggio Calabria (paese che diede i Natali anche allo scrittore Mario La Cava) discendente da un ramo “democratico” dell’antica casata dei Ruffo che diede alle lotte risorgimentali vari patrioti ed un martire (Gaetano Ruffo fucilato sulla piazza di Gerace per avere preso parte ai moti calabresi del 1847). Il padre,Gaetano, avvocato e dirigente della massoneria di Palazzo Giustiniani, avversò strenuamente il fascismo subendone gravi conseguenze e fu il difensore del brigante Giuseppe Musolino. Regista e documentarista, Elio Ruffo realizza, tra la fine degli anni’ 40 e la fine degli anni ’60, opere interessanti che denotano il suo interesse per il Meridione con sensibilità e piglio neorealistico.

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Alcune foto tratte dal film "Tempo di amarsi"